In collaborazione con Terzo Distretto (www.terzodistretto.org), abbiamo ideato un team building che unisce aziende, enti del Terzo Settore e associazioni in un percorso condiviso fortemente apprezzato. L’obiettivo è creare sinergie tra il mondo aziendale, la responsabilità sociale e l’impegno civile, integrando attivismo e business in modo che tutti gli attori coinvolti possano trarne beneficio. Le aziende hanno l’opportunità di esprimere concretamente il proprio impegno sociale, mentre le associazioni accedono a risorse, visibilità e nuove reti di supporto. Questo team building si distingue dalle tradizionali attività ricreative perché punta a coinvolgere i partecipanti in esperienze significative e di valore. Unire l’impegno verso l’ambiente, il territorio e le comunità con la crescita dei gruppi aziendali non solo sostiene concretamente le associazioni, ma produce risultati tangibili per le aziende, offrendo ai partecipanti un’esperienza formativa. Attraverso laboratori dedicati a progetti sociali, trasformiamo la responsabilità sociale in un’opportunità per sviluppare competenze comportamentali e trasversali. Questo tipo di Team Building è uno spazio collaborativo in cui persone provenienti da contesti diversi — ma con valori condivisi — uniscono le proprie energie, competenze e risorse per realizzare qualcosa di concreto e ad impatto.

In questo tipo di approccio, il team building non è solo un’esperienza, ma diventa un vero e proprio processo di co-progettazione, in cui i partecipanti non sono meri esecutori di un’attività, ma attori protagonisti che contribuiscono attivamente a modellarne il senso e l’impatto.

Come si applica questo principio in un progetto di Team Building?

  1. Coinvolgimento attivo e paritario – Ogni partecipante porta il proprio contributo unico, non esistono gerarchie rigide ma un’interazione orizzontale.
  2. Obiettivo condiviso e generativo – Il focus non è solo sullo sviluppo delle dinamiche di gruppo, ma sulla creazione di qualcosa che abbia un impatto più ampio, per esempio un’azione concreta di valore sociale, ambientale o culturale.
  3. Messa in comune di risorse – Non solo tempo ed energie, ma anche idee, competenze e strumenti.
  4. Sostenibilità e continuità – L’esperienza non finisce con il team building, ma può generare connessioni, progetti futuri o nuove modalità di collaborazione.

Lavorare con associazioni che affrontano quotidianamente sfide complesse offre un contesto stimolante e ricco di significato, ideale per apprendere competenze come leadership, empatia, intelligenza emotiva e problem-solving. Queste capacità sono essenziali per gestire efficacemente i team e creare un ambiente di lavoro collaborativo e inclusivo. Oggi, le rigide divisioni tra imprese e Terzo Settore appaiono superate e inefficaci di fronte a sfide sociali sempre più urgenti, come la crisi ambientale e le disuguaglianze crescenti. Questa collaborazione richiede nuovi strumenti e approcci, in cui entrambe le realtà possano riconoscersi come portatrici di risorse complementari. Si tratta di ripensare i confini tra questi mondi, non più come entità separate, ma come nodi interconnessi di una rete che genera opportunità reciproche. Collaborare con il Terzo Settore non significa solo rispondere a bisogni sociali, ma esplorare nuove possibilità per creare valore condiviso.